Quando abbiamo iniziato a immaginare BE KIND, l'idea era semplice: provare a trasformare la gentilezza in qualcosa di visibile. Non rappresentarla soltanto attraverso un'opera d'arte, ma fare in modo che fosse il processo stesso di costruzione dell'opera a parlare di incontro, collaborazione e cura.
Oggi quel progetto si è concluso e possiamo finalmente guardare la scultura nella sua forma compiuta. Ma ciò che vediamo è soltanto una parte di quello che è accaduto.
Da un filo d'acciaio a un'opera collettiva
Il progetto BE KIND, ideato dall'artista Giuseppe Inglese, è nato all'interno di ArcaBlu ed è entrato a far parte dell'edizione 2026 di #Gentiliamoci – Il seme della gentilezza, l'iniziativa dedicata alla gentilezza come valore capace di attraversare le relazioni, la cultura e la vita della comunità.
Per realizzarlo abbiamo scelto una tecnica lenta e profondamente manuale: il filo di acciaio inox è stato intrecciato per creare fiori, foglie e altri piccoli elementi naturali. Ogni elemento è nato separatamente, dalle mani di una persona diversa, per essere successivamente inserito nella grande struttura delle lettere.
È proprio in questo passaggio che BE KIND ha trovato il suo significato più profondo: nessun fiore, preso singolarmente, avrebbe potuto essere l'opera. Sono state la loro unione e la disponibilità di tante persone a contribuire a qualcosa di più grande del proprio gesto individuale a permettere alla scultura di esistere.
Mesi di mani, incontri e intrecci
La costruzione di BE KIND ha attraversato diversi mesi e coinvolto persone appartenenti a realtà e territori differenti. Soci e volontari di ArcaBlu APS hanno lavorato insieme alla galleria Vecchiato Arte e ai partecipanti del Centro Tara Cittamani di Padova, che ha sostenuto concretamente il progetto e ospitato momenti di lavoro collettivo.
Uno dei momenti più importanti del percorso è stato il workshop dell'11 gennaio 2026 presso il Centro Tara Cittamani: più di trenta persone si sono incontrate per imparare la tecnica dell'intreccio e realizzare insieme i primi elementi destinati alla scultura.
Da quel momento il lavoro è proseguito attraverso molti altri piccoli gesti: fili piegati e intrecciati, fiori costruiti uno alla volta, prove, correzioni, montaggio e verniciatura. Ore di lavoro che, sommate, hanno trasformato una struttura metallica in un grande giardino.
Il 30 maggio BE KIND si accende a Padova
Il percorso ha raggiunto il suo momento conclusivo sabato 30 maggio 2026, quando BE KIND è stata inaugurata al Centro Culturale San Gaetano di Padova nell'ambito della seconda edizione di #Gentiliamoci, la manifestazione svoltasi dal 29 al 31 maggio.
Per la prima volta le lettere, i fiori e tutti gli elementi realizzati nei mesi precedenti sono apparsi insieme nella loro forma definitiva. La grande scritta in filo di acciaio inox, lunga circa sette metri, ha mostrato alla luce naturale la trama dell'intreccio e, sotto la luce di Wood, ha rivelato la propria dimensione luminosa.
Quella luce, però, non apparteneva soltanto alla materia. Ogni fiore conservava la traccia delle mani che lo avevano costruito e del tempo che qualcuno aveva scelto di donare al progetto. Quello che inizialmente era un disegno era diventato un'opera abitata da molte presenze.
L'opera visibile e quella invisibile
BE KIND ci ha ricordato che un'opera partecipata possiede sempre almeno due forme.
La prima è quella che possiamo vedere: otto metri di acciaio intrecciato, fiori, foglie, colori e luce.
La seconda non può essere esposta in una sala e non può essere fotografata nello stesso modo. È fatta degli incontri avvenuti mentre si lavorava, delle persone che si sono conosciute, delle conversazioni nate attorno a un tavolo, della pazienza necessaria per imparare un gesto nuovo e della disponibilità a mettere il proprio tempo dentro qualcosa che sarebbe appartenuto anche agli altri.
Forse è proprio questa l'opera più importante che BE KIND ci lascia.
La gentilezza come gesto concreto
All'inizio del progetto avevamo scritto: «Crediamo che la gentilezza sia una forma d'arte: silenziosa, luminosa, contagiosa».
Dopo aver attraversato questo percorso, quelle parole hanno per noi un significato ancora più concreto. La gentilezza non è stata soltanto il tema scritto nelle grandi lettere dell'opera. È stata nelle persone che hanno dedicato alcune ore del proprio tempo, in chi ha accolto il progetto, in chi lo ha sostenuto economicamente e organizzativamente, in chi ha insegnato e in chi ha avuto la pazienza di imparare.
BE KIND è nata grazie alla collaborazione tra ArcaBlu APS, il Centro Tara Cittamani di Padova e la Galleria Vecchiato Arte, all'interno del progetto #Gentiliamoci. A tutte le persone che hanno intrecciato anche un solo filo, costruito un fiore, sostenuto il progetto o semplicemente condiviso con noi una parte di questo cammino va il nostro grazie.
L'evento si è concluso, le luci del Centro San Gaetano si sono spente e BE KIND ha terminato questa prima parte del proprio viaggio. Ma forse il senso di un'opera dedicata alla gentilezza è proprio questo: non sapere dove terminerà il gesto che abbiamo iniziato.
BE KIND: il progetto in immagini
Volti, mani, incontri e momenti del percorso che ha portato alla nascita di BE KIND.
```




































