C’è un momento silenzioso, quasi anti-spettacolare, in cui una comunità esiste davvero: quando alcune persone si siedono attorno a un tavolo e cominciano a fare. Le mani cercano gli strumenti, il corpo trova il ritmo, la materia resiste. Qualcuno sbaglia, qualcuno corregge, qualcuno insegna senza mettersi in cattedra. È una scena minuta. Eppure, se la guardi bene, dentro c’è una delle risorse più rare del nostro tempo: la democrazia come pratica, invece che come parola.